horrorstor

Horrorstör

Grady Hendrix
Orsk è una grandissima catena che vende mobili scandinavi. Di origine americana. Diretta concorrente dell’altrettanto famosa Ikea.
Orsk non è solo un punto vendita al dettaglio, Orsk è famiglia, Orsk è il resto della tua vita.
Amy fa parte della grande famiglia Orsk da ormai tre anni. Tre anni di un lavoro insoddisfacente, in un edificio con mille problemi. Ultimamente poi si è aggiunto un vandalo che la notte entra per rompere il mobilio dello Showroom. L’unica soluzione, prima dell’arrivo del Team Consulenti, è quella di un pattugliamento notturno all’interno del negozio nel tentativo di incastrare il teppista.
Amy, insieme ad altri quattro impiegati, passeranno la notte chiusi nello store, troveranno il vandalo e non solo…

Introduzione

Quando ho visto questo libro sullo scaffale ho pensato fosse un catalogo Ikea. Quando l’ho sfogliato e ho visto le schede degli articoli in vendita ho pensato “che razza di catalogo vende tapisroulant chiodati?” Quando ho letto le informazioni sull’autore mi sono trovata davanti ad un tesserino impiegato: Grady Hendrix Impiegato #4074092168.
Sono uscita con Horrorstor sottobraccio.

Recensione

Horrorstor è stata una piacevole esperienza immersiva nello Showroom della diretta concorrente Ikea: Orsk.
Seguiamo l’intera storia attraverso Amy, 24 anni, una giovane dalla vita difficile. Abbandonata l’università perché non riusciva a sostenere le spese, si è ritrovata a lavorare come impiegata a Orsk. Certo, un posto di lavoro piuttosto buono, ma estremamente insoddisfacente. Amy vive passivamente, lascia che le cose le scivolino tra le dita, non combatte per ottenere ciò che vuole: un posto di lavoro con tutti i comfort di chi sta seduta ad una scrivania. Questo suo atteggiamento causato dalla disillusione, dalle delusioni che ha ricevuto, è nascosto da ironia, spavalderia e menefreghismo.
Quando Basil, suo responsabile, le chiede se è disposta a fare la ronda notturna con lui, lei declina. Non appena lui propone un pagamento extra in contanti l’indomani mattina cambia subito idea.
Insieme ad Amy e Basil, quella sera si ritrova a fare la ronda Ruth Anne, la cassiera più dolce che lo store abbia mai avuto, sempre gentile e cordiale con tutti, dipendente Orsk da ben 13 anni. Durante la prima perlustrazione altri due impiegati, Trinity e Matt, vengono sorpresi mentre tentano di filmare fantasmi e diventare stelle di un nuovo programma televisivo. Secondo loro i danni all’interno dello Showroom non sono causati da un teppista, ma da entità che infestano Orsk, ed è loro dovere registrarne le prove.
Nel giro di poco la situazione sfuggirà di mano e i cinque dipendenti Orsk dovranno fare i conti con i loro peccati e scontare le loro pene. D’altra parte non lo sapete che è bene non costruire alcun tipo di prigione sopra un carcere risalente al XIX secolo in cui i malati mentali venivano curati con lavori forzati ripetitivi e inconcludenti?

Horrorstor è un romanzo sagace, dalla sottile ironia. Non è solo una critica alle multinazionali, al mondo del lavoro (“Non è solo un lavoro. È il resto della tua vita!“), ma anche una piacevole esperienza da brivido. Devo ammettere che in un paio di punti mi è venuta un po’ d’ansia leggendo. In generale lo stile mi è piaciuto. Senza fronzoli, va dritto al punto. L’ho trovato molto cinematografico, non l’ho vissuto come potrebbe essere un horror psicologico alla Shining, per intenderci, ma il ritmo è incalzante e leggendo riuscivo a visualizzare perfettamente le scene davanti ai miei occhi. Succede anche a te di vedere le scene materializzarsi mentre leggi? Beh, questo libro si pone bene in questo senso.

Altro punto a favore sono sicuramente gli inserti. Ad ogni inizio capitolo c’è la scheda di un mobile dal nome scandinavo impronunciabile, ognuno di questo sarà poi presente nel capitolo. Più vai avanti e più gli oggetti si trasformano in veri e propri oggetti di tortura: “INGALUTT. Sottomettetevi al panico, alla paura, all’ineluttabilità dell’annegamento, mentre la speranza di morire è un sogno lontano.” Fantastico, no?
Oltre alle schede dei mobili, c’è una meravigliosa scheda di valutazione dipendenti che è inverosimilmente identica alla scheda di valutazione dei detenuti del XIX secolo. Vedi per caso un nesso?
Grady Hendrix sa il fatto suo.

Concludendo…

Horrorstor è una piacevole lettura, si legge velocemente e senza troppo impegno. Mi è piaciuto il duplice piano di lettura: intrattenitivo e critico. Credo che il libro assuma sempre più valore quando l’autore riesce a inviare messaggi sottili, senza dichiararli apertamente, al lettore attento.
Consigliatissimo!

Voto

4/5

Citazioni

Il lavoro fa di Orsk una famiglia, e il lavoro è una libera scelta. […] IL LAVORO LIBERA.

Non è solo un lavoro. È il resto della tua vita.

Lascia che tu diventi noi – da Orsk!

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