Notte Americana – Cosa serve ad un libro per essere un Bel Libro?

Notte americana cover

Notte americana (Night Film)

Marisha Pessl
New York. Scott McGrath è un giornalista investigativo ossessionato da Stanislas Cordova. Regista di fama mondiale, grazie ai suoi film dalla potenza comunicativa fuori dal comune, si spargono voci sulla sua vita che sono alquanto inquietanti.
Quando la figlia di Cordova viene ritrovata morta suicida in un vecchio edificio abbandonato il giornalista la vede come una possibilità per svelare finalmente tutte le atrocità commesse dal regista. Ma quello che scoprirà sfiderà più volte la razionalità, riuscirà ad accettarlo?

Recensione

Ho comprato Notte Americana stuzzicata dalla particolarità degli inserti che intermezzano la storia: articoli di giornale, foto, pagine web… non sapevo cosa aspettarmi dalla trama, ma essendo un thriller sono partita fiduciosa.
Dalle prime pagine la cosa che ho notato (con molto dispiacere) è stata la scarsa cura che è stata dedicata alla realizzazione di questa edizione. Il testo è infatti pieno di errori, cosa che personalmente mi disturba tantissimo durante la lettura. Ne ho infatti trovati quasi una decina, il che è davvero eccessivo per un libro che costa 24,00€. Non si tratta più di una svista, ma di averci investito poco tempo e probabilmente denaro.

Oltrepassando la scarsa qualità per l’edizione, veniamo al succo della storia.
Notte Americana ruota intorno al regista Stanislas Cordova, protagonista invisibile. Infatti il giornalista investigativo Scott McGrath sarà colui che ci guiderà tra i misteri del regista. La vicenda si anima quando la figlia di Cordova viene ritrovata morta suicida in un magazzino abbandonato in piena Chinatown. Dopo questo inspiegabile evento, Scott riprenderà le indagini che aveva abbandonato molti anni prima riguardo Cordova e che lo avevano portato a perdere la sua posizione professionale e il matrimonio con la tanto amata moglie.

A queste indagini si aggiungono due personaggi: Nora, giovane e aspirante attrice che non ha niente da perdere e Hopper, spacciatore di professione e che sembra legato alla vittima.
Ho trovato i tre protagonisti abbastanza stereotipati: il giornalista che ha perso tutto, che allontana chiunque e cerca la sua personale vendetta; la ragazza giovane, sognatrice, a tratti sciocca e sulle nuvole; il ragazzo dal passato difficile e oscuro, che non ama parlare, misterioso. Come punto di partenza in fondo mi sarebbero potuti anche andare bene, ognuno con il proprio passato, ognuno con il suo carattere. La cosa che proprio non mi è andata giù è stata che in 700 pagine nessuno dei tre si sia evoluto, che i dialoghi apparissero artificiosi e per niente naturali, che le cose che dicevano o le decisioni che prendevano i personaggi, talvolta, andavano totalmente contro a quello che sarebbe dovuto essere il loro carattere, la loro indole.
Scott è un solitario, non vuole lavorare con nessuno. E allora perché ha concesso a Nora di seguirlo nelle indagini? In quel momento lei non era né una fonte necessaria di informazioni, né dotata di qualcosa che gli sarebbe poi servito. Questo genere di cose si ripetono più volte e mi hanno piuttosto infastidita.
Un altro aspetto che ho decisamente poco apprezzato è stato il fatto che in momenti in cui l’indagine era “morta”, non è stata l’abilità di nessuno dei personaggi a dare una svolta agli eventi. C’era sempre una qualche provvidenza divina che interveniva e faceva accadere una fortunata coincidenza. Questo espediente credo sia accettabile se utilizzato una volta, ma quando diventa la soluzione per ogni cosa allora diventa pesante e fa calare di molto la storia.

Arrivando alla trama credo di dovermi comunque congratulare con l’autrice perché trovo che l’idea di base sia molto buona. Il finale verte un po’ più sull’onirico, ma lascia a delle belle interpretazioni. Tutta la storia che ruota intorno a Cordova e alla figlia è ben studiata, non l’ho trovata scontata e mi è piaciuta in fondo.

Spezzo una lancia a favore dell’autrice per cui, non avendo letto l’edizione in lingua originale di Notte Americana, è possibile che una parte dei difetti di questo libro derivi anche dalla traduzione che non è stata magistrale (gli errori sparsi per tutto il libro sono una prova evidente della scarsa qualità d’altra parte).

Conclusioni

Alla fine dei conti, l’impressione che mi ha lasciato questo Notte Americana è che fosse una buona prima bozza, ma che ancora avesse bisogno di essere editata, tagliata, limata e resa finalmente un Libro. E serve soprattutto meno corsivo. Nell’intero testo c’è stato uno spropositato uso del corsivo, assolutamente inutile.

Non è un libro che consiglierei perché lo trovo pieno di difetti, ma sono convinta che con un lavoro diverso alle spalle questo sarebbe risultato un bellissimo libro dalla trama avvincente.

Voto

2/5

Video

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