Ormai è Dicembre e tutto si sta illuminando: le strade, le case, gli alberi… a volte anche le persone.
Questo Dicembre, grazie a LaCreativeRoom, torniamo agli antichi fasti dei blog e festeggiamo come una grande comunità. Se volete partecipare o se siete curiosi di saperne di più andate a vedere il suo blog perché è davvero fantastica!

Oggi per il #blogmas riviviamo le tradizioni natalizie con cui siamo cresciute. Ogni famiglia tramanda da generazioni un proprio modo di festeggiare l’arrivo del Natale, oppure ne inventa uno personalissimo. Ma tutti portiamo nel cuore quei piccoli momenti che viviamo ogni anno, quella magia che ci dice finalmente è Natale.

8 Dicembre

La sveglia è spenta, ma a svegliarmi la mattina ci pensa il rumore di scatole e cianfrusaglie. Infatti, con il magico potere che solo le mamme hanno, mia mamma ha già tirato fuori una decina di pacchi, ispezionati e ha iniziato a tirare fuori le cose che servono. Decine di metri di lucette imbrogliate tra loro, l’albero che tocca a me montare (è una grande responsabilità aprire tutti i rami senza lasciare buchi da nessuna parte!), le scatole del presepe sono tutte vicine accanto al divano.
Dopo la colazione mi metto vicina a lei e inizio ad unire i pezzi dell’albero. Ovviamente mettiamo la playlist di Natale e cantiamo ogni canzone. Mia mamma continua a tirar fuori roba per decidere come sarà l’albero quest’anno, io e mio fratello apriamo tutti i rami, mio babbo è l’addetto alle luci, separa ogni filo, testa che funzionino e nel peggiore dei casi inizia a cercare le lampadine fulminate per cambiarle. Perché sì, negli anni ’90 non c’erano i led e le lampadine bruciate si cambiavano.

La giornata è estremamente piena, dobbiamo addobbare tutta casa, ogni angolo la sua luce, i suoi fiori, i rami da intrecciare, le renne da sistemare… Le palline sull’albero sono quasi finite, il presepe inizia a riempirsi di pastori e pecorelle, le luci sono ovunque. Il Natale è arrivato.
Quando il nostro lavoro è finito resta solo mia mamma a sistemare gli ultimi dettagli, allora è il momento del film. Mettiamo il VHS di Jack Frost, uno dei film più tristi mai fatti, ma mio fratello ne va pazzo quindi lo vediamo ogni anno. Generalmente più volte fino a Natale (per non dire una volta al giorno). Ve lo ricordate? La storia straziante di questo ragazzino che perde il padre proprio sotto Natale, proprio quando gli aveva promesso di tornare a casa. Insomma, lacrime assicurate ogni volta che lo guardiamo. Ma comunque il film finisce, e sullo stesso VHS, alla fine del film, c’è registrato il concerto di Laura Pausini, e quindi partono canti e balli fino a cena.

Photo by @chadmadden

24 Dicembre

Primo mattino
I più piccoli dormono ancora.
La prima parte della vigilia di Natale è interamente dedicata alla preparazione di ciò che mangeremo nei successivi due pranzi e cene. Nonna è già in cucina, “mantesino” in vita e capelli rigorosamente acconciati con retina per non perderne neanche uno durante la preparazione dei piatti.
La prima preparazione è dedicata alla pasta per la pizza, che andrà a creare la buonissima “Pizza con le scarole” del pranzo della Vigilia.
Come ogni anno, Nonna tenta disperatamente di seguire la ricetta originale, invano. Tra chi non mangia i pinoli, chi disgusta le acciughe, chi non vuole il formaggio, la ricetta cambia di anno in anno fino ad avere una pizza ripiena che sembra più una gigante scacchiera di impasto, con varie zone riempite in modi diversi, delimitate da stuzzicadenti che, come ogni anno, qualcuno rischierà di mordere. A me spetta quasi sempre il compito di denocciolare le olive e, bada bene, se mi scappa un nocciolo è la fine!

Pomeriggio
Dopo l’ora di pranzo la situazione cambia. Ognuno ha il suo compito. Nonna prepara le portate principali mentre gli altri si organizzano e ognuno fa la sua parte.

Mamma, cuffietta in testa per coprire i capelli dalla puzza, frigge.
Frigge il pesce, frigge le zeppole che ha preparato con Zia, friggerebbe anche i muri se potesse. Zio e noi tre cugini prepariamo il “Pandoramisù”, ovvero un pandoro tagliato a stelle, inzuppato nel caffé e riempito di panna, una vera bomba calorica!
Verso sera si incomincia a sistemare la tavola. Accuratamente posizionata la tipica tovaglia natalizia, si usa il “servizio buono” di piatti e bicchieri e, quando tutti sono ben profumati e sistemati, ci si accomoda a tavola e inizia la cena della Vigilia. Tutte le pietanze sono a base di pesce, la frittura riempie lo stomaco di tutti ma c’è sempre spazio per tutti i dolci preparati e le noci (noci, nocciole, bagigi, pistacchi).

26 Dicembre

Dopo due giorni passato a mangiare e giocare a Tombola, al mercante in fiera, a Burraco o a qualsiasi cosa ci fosse nei pacchi regalo, è arrivato il giorno di Santo Stefano. A pranzo ci sono ovviamente gli avanzi dei giorni precedenti, che bastano a sfamare le famiglie di tutti per un’altra settimana. È al contempo un giorno stanco e felice.

Il pranzo finisce più in fretta, Pandoro e Panettone sono agli sgoccioli ormai ed è ora della passeggiata per Presepi. Camminare un po’ al freddo è rigenerante, così ci incamminiamo fino a raggiungere questo posto sperso in collina in cui ogni anno viene allestito un bellissimo presepe meccanico, ci godiamo ogni scena, ogni nuovo personaggio, il ruscello con dei veri pesciolini rossi, la fonte, il forno che sforna davvero delle mini pagnotte di pane… Ci andiamo ogni anno, eppure è sempre bello da vedere. È un po’ come un saluto alle feste.


Anche voi avete delle tradizioni natalizie che vengono dalla vostra infanzia? Qualcosa che fate solo sotto le feste e vi fa dire “adesso è proprio Natale”?
Scrivete un commento raccontandoci le vostre tradizioni natalizie!

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