Copertina Marina di Zafon

Marina

Carlos Ruiz zafon
Oscar è un giovane adolescente che vive in un collegio di Barcellona e che passa il suo tempo girovagando tra le strade della città. La sua vita cambia quando si imbatte in una vecchia villa semiabbandonata. Qui incontra Marina e suo padre German.
I misteri iniziano quando Marina gli mostra il vecchio cimitero della città: ogni ultima domenica del mese una dama vestita di nero, con il volto coperto, porta una rosa su una tomba anonima, ma quando tentano di seguirla lei sembra sparire come un fantasma.
Chi è la misteriosa donna? Di chi è quella tomba?
Quello che Oscar e Marina stanno per scoprire non è solo la storia di una Barcellona dimenticata, ma anche ciò che ha realmente importanza nelle loro vite.

Introduzione

Avevo già letto L’Ombra del Vento di Carlos Ruiz Zafon, avevo già amato questo autore. Con Marina il mio amore si è rinnovato, se non addirittura moltiplicato.
Pubblicato per la prima volta nel 1999, in Italia è uscito solo nel maggio 2009 grazie a Mondadori (mannaggia all’editoria italiana che ci fa arrivare questi capolavori così in ritardo).

Curiosità

Per chi bazzica il mondo dei libri, sicuramente saprà che Zafon ci ha lasciati nel giugno 2020 a causa del Covid. Per chi lo ha amato come noi questa notizia è stata l’equivalente dell’aver perso un caro zio, che ci ha scaldato il cuore tante sere con le sue storie. Ammetto che quando ho letto la notizia mi è scesa una lacrima di tristezza.
Onoriamo così Zafon, con quello che per lui è stata la sua creazione favorita, come egli stesso dichiarava: Marina.

Recensione di Marina

Amo lo stile di Zafon, la sua capacità di condurti per mano tra le strade di una Barcellona cupa e dimenticata è ineguagliabile, e anche in Marina non ha deluso. Mentre le pagine scorrevano non ero davvero presente, ma ero persa tra le strade, la nebbia, le guglie minacciose che si stagliavano alte sopra di me. Sentivo il calore fetido delle fogne, il fuoco che ardeva e la pioggia che faceva tremare le ossa. In quei momenti esistevo solo dentro al libro.

Ogni personaggio all’interno di Marina ha una storia, nessuno è citato per caso. Di ognuno, piano piano, si scopre il passato e il futuro e questa è un’altra caratteristica di Zafon. Nessuno è casuale, tutti sono importanti ai fini della storia.
Oscar è un ragazzino che non ha ancora trovato il suo posto nel mondo, non ha prospettive o piani per il futuro, non si è mai dovuto confrontare con la vita e scoprirà molto di sé grazie a Marina. Al contrario di Oscar lei è molto più matura, ha già affrontato la perdita della madre ed è cresciuta presto. Ha le idee chiare su molte cose, ma saprà rivelare anche le sue debolezze.

È difficile parlare di questo libro senza rivelare dettagli importanti, ogni pagina ha una scoperta, una svolta, un altro mistero da risolvere.
Zafon è riuscito a farmi accelerare i battiti con le sue marionette viventi, esseri un tempo umani, poi divenute bestie nelle mani di un misterioso burattinaio. Mi ha fatto temere per le sorti di Oscar e Marina, mi ha fatto tremare il cuore per il passato di German e la sua storia dolce e malinconica. Per non parlare di Kolvenik, figura dibattuta tra il bene e il male, facile da giudicare leggendo, ma se ti trovassi nei suoi panni, tu cosa faresti? Scelte che sembrano facili, scontate, talvolta si rivelano le più difficili.
Se c’è un sentimento che permea l’intera storia di Marina, questo è la malinconia, senza ombra di dubbio. Penetra nell’anima parola dopo parola, pagina dopo pagina, ti ricorda di non giudicare mai chi hai davanti, perché ognuno affronta i propri demoni, alcuni periscono nel tentativo, altri danno la vita per salvare il prossimo, altri ancora sacrificano tutto per amore o per egoismo.
Mi sono ritrovata a leggere le ultime pagine con le lacrime agli occhi, il cuore stretto in una morsa e la gratitudine nei confronti di Zafon per averci donato così tanto durante la sua vita.

Conclusioni

Marina è certamente uno dei libri più belli che abbia mai letto, insieme a L’Ombra del Vento. Sono sicura che Zafon sarà uno dei pochi autori di cui leggerò ogni libro pubblicato.

Voto

5/5

Citazioni tratte da Marina

Diceva sempre che gli esseri umani lasciavano scorrere la propria esistenza come se fossero destinati a vivere in eterno e che questa era la loro perdizione.

«Potrei dipingere per mille anni» mormorò Salvat sul letto di morte, «ma non cambierei di una virgola la barbarie, l’ignoranza e la brutalità degli uomini. La bellezza è un soffio rispetto al vento della realtà, German. La mia arte non ha senso. Non serve a niente… »

Chissà perché, ebbi il sospetto che la storia della scrittrice olandese fosse un’invenzione di Marina e glielo feci capire.
«A volte le cose più reali succedono solo nell’immaginazione, Oscar» disse lei. «Ricordiamo solo quello che non è mai accaduto.»

«Il tempo fa con il corpo ciò che la stupidità fa con l’anima» disse, indicando se stesso. «Lo corrompe.»

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