Rumore Bianco

Rumore bianco cover

Rumore bianco

Don Delillo

Aneddoti personali

Rumore bianco (White noise 1985) scritto dall’italo-americano Donald Richard “Don” DeLillo è un libro dal sapore post-modernista che affronta la tematica, ormai diventata un culto, del consumismo e dell’esposizione mediatica costante a cui siamo costretti tramite televisori e radio. Rumore bianco è un distopico iperrealista. Uno squarcio su un mondo assurdo e insensato troppo vicino al nostro.

Come il rumore bianco

Grazie alla bravura del “Don” siamo catapultati in un mondo caotico. Sempre distratti da colori e informazioni irrilevanti. Il mondo diventa un rumore continuo dove tutte le informazioni hanno lo stesso grado di importanza: nessuno. Costretti a vivere soli in un mondo rumoroso e pauroso che non conosciamo. Costretti a confrontarci con la paura di morire mentre siamo al supermercato a scegliere quali cereali mangiare a colazione.
Il protagonista di Rumore bianco è Jake Gladney. Professore e presidente di studi hitleriani nel college della bucolica cittadina di Blacksmith, dove vive con Babette, la sua quarta moglie, e i suoi figli: Denise; Heinrich; Steffie; Wilder. I quali sono tutti figli avuti fuori dal loro matrimonio.
La storia è molto semplice. Jake riesce a convincere il direttore ad aprire un nuovo dipartimento sulla figura di Hitler. Il successo è immediato, la figura di Jake cresce sia in influenza che in dimensione fisica, sotto consiglio dello stesso direttore. Inizia a girare per il campus con degli occhialini neri sempre sul naso e la lunga toga nera che gli copre il corpo. Si nasconde in questi simboli e nella figura mitologica di Hitler.

La storia è divisa in 3 atti.

Nel primo atto conosciamo i personaggi di questo mondo distopico e caotico. Conosciamo anche la figura enigmatica, e la mia preferita, del racconto. Murray Jay Siskind, professore nello stesso college di Jake.
Lo stile di DeLillo è preciso nel caos. Mentre il protagonista parla di qualcosa di importante veniamo distratti da un suono, una parola, una radio accesa o qualche membro della famiglia che fa una domanda a cui nessuno sa rispondere. È il caos della vita americana in tutto il suo splendore, caos che ormai ha abbracciato anche l’Europa. A Blacksmith la vita procede tranquilla, o almeno così pensano i protagonisti. De Lillo fa un lavoro magistrale nel lasciare i segni di un’apocalisse imminente in tutto il primo atto. Eppure, tutta la famiglia è troppo stordita dai continui segnali del mondo moderno per captare che qualcosa effettivamente non sta andando per il verso giusto. Alla fine l’apocalisse arriva ed inizia il secondo atto: l’evento tossico aereo.

Un unico capitolo iconico. Un capitolo che trasforma la storia e la rende ancora più assurda, a tratti grottesca. Mi ha colpito particolarmente la scena iniziale, dove viene annunciato il disastro aereo. La famiglia è riunita a tavola a mangiare. Il silenzio è cupo e aleggia la misteriosa minaccia dell’evento tossico. Ma nessuno batte ciglio, i segnali non vengono colti perché si mischiano al rumore bianco sempre presente. Un capitolo che mi ha ricordato il periodo del covid e l’isteria di massa che ha provocato. Un capitolo incredibile, fuori dal tempo e sempre attuale.

Nel terzo atto viene affrontato l’altro grande tema del libro: la paura della morte. L’altro rumore bianco sempre presente. Qui assaggiamo una morte diversa, una morte moderna. La morte che vive una vita indipendente dalla nostra.

Un vecchio detto di Epicuro ci ricorda: “la morte, non è nulla per noi, perché quando ci siamo noi non c’è lei, e quando c’è lei non ci siamo più noi.” Ma non vale più nel mondo moderno. La malattia può convivere dentro di noi mentre ci consuma. La morte può vivere con noi per un interminabile momento.
Diventa una compagna e un’amica con cui bisogna convivere.

Libro da leggere o solo rumore bianco?

All’inizio, il lettore abituato a testi più lineari e meno eclettici, potrebbe far fatica a comprendere il disegno di DeLillo. La sua scrittura è un riflesso del mondo che racconta, cosa che personalmente apprezzo sempre molto quando leggo. Un capolavoro sempre-verde della scrittura americana, che ormai, volente o nolente, non vale più solo per gli USA. Siamo figli anche noi delle Torri Gemelle e del MC Donald, quindi DeLillo riesce a colpirci con spaventosa precisione. Questo è stato il primo libro di DeLillo che ho letto e personalmente mi è piaciuto molto. È uno di quegli autori da approfondire, che lascia un messaggio intenso al termine della lettura.
Se siete più inclini ai film e volete una buona visione con gli stessi temi, consiglio il film Rumore Bianco del 2022 di Noah Baumbach con Adam Driver (personalmente mi piace ricordarlo come Paterson) e Greta Gerwig nelle vesti di Babette. Nel complesso un’opera che è costretta a vivere per sempre nel segno della modernità. Qualcosa che ci sfida a rivedere il concetto di rumore moderno.

Sapevate che gli uccelli che vivono in città hanno in media un cinguettio più forte? Quasi urlano al confronto dei loro fratelli in natura. Sono sicuro che DeLillo non si sorprenderebbe.

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