Il Citofono di Zygmunt Miloszewski

Il Citofono cover

Il Citofono

Zygmunt Miloszewski

Varsavia, ottobre 2002. In un quartiere di palazzoni, al civico 41 viene trovato un corpo decapitato da un ascensore. Non è l’unico caso, ma l’ultimo di una serie di inquietanti stranezze che avvengono nel condominio.
Negli ultimi anni ho scoperto la passione per gli autori dell’est, quando ho visto la copertina de “Il citofono” sullo scaffale non ho potuto resistere e me lo sono portato a casa. Adesso posso dire che la scelta è stata azzeccata!

Il Citofono: la storia

Il Citofono è interamente ambientato in un casermone di via Kondratowicz al numero 41, uno di quegli edifici in cui vivono troppe persone per conoscersi tutte.
La storia si apre sul ritrovamento in ascensore di un corpo decapitato. Due poliziotti lavorano al caso, ma il tutto viene classificato come “incidente”, anche se l’intuito direbbe il contrario…

La storia si sposta poi sui tre personaggi che la guideranno: Wiktor, giornalista caduto in malora a seguito di un caso tragico, alcolizzato, che tenta in qualche modo di evadere dalla sua realtà rimpiangendo tutto ciò che ha perso; Kamil, un ragazzo che ha un difficile rapporto con i genitori, in particolare con il padre; Agnieszka, che verrà a trasferirsi nel condominio con il compagno Robert, in fuga dalla madre e in cerca di realizzare il loro sogno d’amore.

L’arrivo di Agnieszka e Robert, a causa del corpo decapitato, è stato piuttosto turbolento. Le loro notti sono state un susseguirsi di incubi, mentre i loro giorni di litigi. Quello che veniamo a scoprire è che gli incubi sono in realtà diffusi a tutti i condomini, i quali faticano sempre più a dormire mano mano che il tempo passa.

Il punto di rottura con la realtà avviene quando, all’inizio di un soleggiato fine settimana, i condomini scoprono che nessuno di loro può uscire dall’edificio. Un evento incredibile, che lascia tutti confusi: la porta e le finestre sono invalicabili. Tutti loro sono stati tagliati fuori dal mondo esterno a causa di una sostanza viscida, nera come il vuoto, che lentamente si sta espandendo nel condominio, a partire dalle cantine.

Viktor, Agnieska e Kamil si troveranno a lottare con i propri incubi, le loro paure più profonde e a cercare una spiegazione che possa salvarli dalla sostanza che continua a diffondersi intorno a loro.

Un intreccio costruito sui personaggi

Oltre ad avermi catturata per la trama, mi è piaciuto molto come la storia sia costruita intorno ai personaggi. Ognuno di loro ha un carattere ben definito, relazioni, simpatie, drammi personali. Ognuno di loro ha un passato che emerge piano piano e li caratterizza sempre di più, giustificando ogni loro atteggiamento. Ho trovato ogni storia interessante, mai banale, ognuna trova radici nel profondo e incute paure specifiche per ognuno. Mi è piaciuto molto come ogni situazione nasca dal subconscio di ognuno, oltre poi esprimersi tramite il surreale che li circonda.

Ci sono stati momenti di vera tensione, attimi in cui mi sono ritrovata a trattenere il respiro. Dalla metà in poi del libro è stato davvero difficile separarmene, volevo assolutamente scoprire cosa stesse succedendo!

Conclusioni

Consiglio questo libro a chi piace un tocco di horror e weird, ma anche a chi piace entrare nella mente dei personaggi. Trovo molto carina l’idea di ambientare tutto quanto in un condominio, ho apprezzato la descrizione dei posti e dei personaggi, anche perché per ogni nuovo condomino incontrato si traccia un profilo ben preciso e immediatamente riconoscibile.

Il finale non è stato estremamente sorprendente, ma neanche deludente. Per quanto mi riguarda, è una lettura più che piacevole e che mi sento di consigliare a mani basse.

Voto

5/5

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