Copertina Casa di Foglie

Casa di Foglie

Mark Z. Danielewski
Casa di Foglie contiene tre livelli di narrazione (escludendo le note del redattore):
1. Billy Navidson, fotografo e reporter di fama mondiale, ha vinto il premio Pulitzer per la fotografia, ma a causa di un matrimonio in difficoltà decide di trasferirsi in una casa, Ash Tree Lane, con sua moglie ed i due figli. Qui decide di girare un documentario nella speranza di cogliere il rimarginarsi delle relazioni, di vedere crescere la novità di una intimità ritrovata: The Navidson Record. Tutto procede nella normalità finché un giorno nella casa appare una porta che si affaccia sul buio gelido. Gli equilibri già fragili vacillano e inizia la discesa nell’oscurità, fisica ed emotiva, di tutti i personaggi.
2. Zampanò, anziano signore cieco che si prende l’impegno di scrivere un trattato dai toni accademici sul documentario di Navidson con l’aiuto di giovani donne che trascrivono le sue parole. L’anziano muore in circostanze misteriose, trovato in casa sua con accanto solchi spaventosi sul pavimento dalla natura sconosciuta.
3. Jhonny Truant, un giovane che lavora per un tatuatore, abituale consumatore di droghe, con il corpo marchiato da cicatrici di cui non sappiamo l’origine. Truant scopre l’esistenza del trattato sul documentario di Navidson in un baule che Zampanò ha lasciato nella casa dove Truant è andato a vivere. Il giovane eredita la missione/ossessione del vecchio e inizia un lavoro di assemblamento e riorganizzazione di tutti i fogli e le fonti che Zampanò aveva raccolto, così inizia l’alternarsi di narrazione tecnica, a tratti scientifica di Zampanò, e quella più personale, emotiva di Truant.

Introduzione

Casa di Foglie è un libro affascinante, chiaro esempio di letteratura ergodica, un tipo di letteratura che chiede al lettore di prendere parte attiva al processo di lettura del libro, per cui oltre a fare sforzi per riunire i vari fili della storia deve fisicamente “lavorare”. Danielewski ci chiede di manipolare il libro, girarlo e rigirarlo, usare specchietti, fare avanti e indietro tra le pagine. Io ho letto l’intero libro usando due segnalibri, e se avete intenzione di leggerlo lo consiglio anche a voi.

Casa di Foglie apparve per la prima volta in assoluto sul web negli anni ’90, Danielewski lo pubblicò a puntate sul suo sito, ma fu pubblicato in America solo nel marzo del 2000 in una versione modificata e revisionata. In Italia arrivò nel 2005 grazie alla collana Strade Blu di Mondadori. Le copie andarono a ruba e non fu fatta alcuna ristampa rendendo Casa di Foglie un libro misterioso e prezioso, ambito da tutti i lettori forti.
Dopo altri 14 anni la 66thand2nd ci ha regalato una copia completamente ritradotta, più completa rispetto alla precedente, alla quale erano stati tagliati alcuni capitoli e alcune note, e soprattutto a colori!

Recensione

Innanzitutto credo sia doveroso riconoscere che il lavoro che hanno fatto i traduttori su questo libro sia stato mastodontico eppure sono riusciti a rendere, ma soprattutto a mantenere, la resa grafica dell’intero libro. Proprio per questo vi consiglio di leggere l’intervista a Leonardo Taiuti per riuscire ad apprezzare veramente tutto il lavoro che c’è dietro a questo piccolo capolavoro.
Casa di Foglie è un libro davvero sorprendente, il primo che ho letto del suo genere, e mi ha davvero entusiasmata. La prima pagina si presenta così: “Questo non è per te”. Non so se per voi è lo stesso, ma per me è stato un invito per tuffarmi a braccia aperte tra le pagine.
La trama è avvincente sin dall’inizio, il documentario così dettagliatamente descritto da Zampanò (per quanto sia cieco), viene subito dichiarato come introvabile, tranne che per un piccolo estratto di pochi minuti di bassa qualità che qualcuno ha messo in rete (lascio il video qui sotto per chi fosse curioso), mettendoci nella condizione di scegliere se credere o no a ciò che stiamo leggendo.
La porta misteriosa comparsa nella casa di Navidson che si affaccia nel buio rivela presto un dedalo misterioso, gelido e in continuo mutamento, creando un parallelismo con l’interiorità dei personaggi che percorrono le pagine insieme a noi. Qui Danielewski riesce a farci venire i brividi, addirittura ci costringe a interrompere la lettura per riprendere fiato dall’esperienza così soffocante e tesa dell’esplorazione.
Di contro i passaggi scritti da Truant sono al limite del delirante, confusi, seguono un flusso di pensieri disordinato. Il suo passato misterioso e turbolento ci spinge a provare empatia nei suoi confronti. Ho trovato molto significative le lettere della madre, rivelano ma non troppo. Anche qui ci troviamo a scegliere se crede a quello che lo scrittore ci sta dicendo, dobbiamo ricollegare dettagli, crearci da soli la strada da seguire.
Il finale forse mi ha un po’ lasciata così… sospesa. Non ci sono tutte le risposte che vorremmo, ma ci sono anche qui indizi (dico solo di prestare attenzione ai BOTTONI) che ci fanno trarre le nostre personalissime conclusioni e lasciano molto spazio al confronto.
L’impaginazione rafforza le situazioni che vengono vissute dai nostri personaggi: la caduta, il senso di vuoto, i corridoi stretti e asfissianti, la confusione… facendoci percepire le emozioni non solo leggendole, ma anche mostrandocele. In questo va reso grande merito all’autore e ai fantastici traduttori.



Danielewski inserisce note su note, note ad altre note, scritte da diverse persone e che consiglio vivamente di leggere nell’ordine indicato perché rimandare una nota vuol dire perderla per sempre, saltare un’appendice vuol dire perdersi dettagli che potrebbero essere utili più avanti nella storia per capire alcune dinamiche, oppure saranno totalmente inutili, ma non potrete saperlo finché non leggerete tutto.
L’intero testo è pieno di enigmi da risolvere, curiosità da scovare, a volte essenziali, a volte puramente esibizioniste. Purtroppo non sono riuscita a scovarle tutte, mi chiedo se mai qualcuno sia riuscito a farlo, ma Ambra nel suo blog SonoSoloLibri ci offre la migliore guida sul web, è divisa per capitoli, quindi vi consiglio di leggerla una volta finito di leggere il capitolo interessato. Io mi limito soltanto a lasciarvi questa piccola guida ai simboli, capirete mano mano che andrete avanti nella lettura.


Conclusioni

In conclusione Casa di Foglie è stata una piacevolissima scoperta, forse non un libro adatto a tutti, ma sicuramente consigliatissimo per chi è curioso, chi vuole scoprire qualcosa di nuovo e chi ama mettersi alla prova come risolutore di enigmi.
Un libro che si ama o si odia, e io posso dire di averlo amato dalla prima all’ultima pagina, dal primo all’ultimo personaggio e che forse in futuro meriterà una rilettura più attenta per scoprire tutto ciò che mi sono persa la prima volta.
Se lo avete letto e soprattutto se avete scoperto qualche altro mistero, rompicapo o se volete solo dirci la vostra opinione lasciateci un commento, magari insieme riusciremo a risolvere tutti i giochetti ideati da Danielewski.

P.S.
Anche voi avete notato quella porta nella camera da letto che prima non c’era?

Voto

4/5

Video

Citazioni

Questo non è per te.

«Se siete fortunati vi stancherete di questo libro, avrete la reazione in Zampanò aveva sperato, lo definirete inutilmente complicato, ostinatamente ottuso, prolisso – parola vostra –, assurdamente concepito, e ne sarete convinti, lo metterete da parte – anche se sento dire “da parte” e mi vengono i brividi, perché che cosa riusciamo mai a mettere da parte in realtà? – e andrete avanti, mangerete, berrete, sarete felici e soprattutto dormirete sonni sereni»

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